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IMPIANTO EOLICO A PALENA: IL RIPRISTINO CONFUSO CON UN NUOVO IMPIANTO E POI LE ACCUSE INFONDATE AD UN SINDACO CHE DIFENDE LA SUA COMUNITA’.

PREAMBOLO.

Il tutto ha origine da un’intervista telefonica del quotidiano on-line www.primadanoi.it,  in cui una giornalista mi chiedeva spiegazioni sui soldi pubblici inerenti un impianto eolico sito in Palena e realizzato 15-20 anni fa.

La giornalista in un primo momento credeva che lo “sperpero” fosse del Comune di Palena.

Racconto sommariamente la storia dell’impianto fornendo qualche dettaglio su quanto accaduto negli ultimi anni e su un contenzioso tra una ditta che voleva ripristinare l’impianto ed il Parco Nazionale della Maiella.

Nel raccontare ho usato “figure retoriche” pesanti e quando si parla si sa che per farsi comprendere alle volte si esagera. Io ammetto di aver esagerato.

Ma poi subentra il Dott. Cimini, Direttore del Parco nazionale della Maiella, che mi accusa di essere “scurrile” e di essere il migliore dei rappresentanti di una classe politica con “degrado morale e culturale”. Forse ha ragione. Ma in una lettera che pubblica sul sito istituzionale del Parco Nazionale, penso che il Dott. Cimini mi abbia ampiamente surclassato (www.parcomajella.it).

Per replicare alle accuse pesanti che il pubblico funzionario mi ha rivolto, ho inviato una lettera alla redazione del giornale pregandone la pubblicazione integrale. Il giornale si è rifiutato, pubblicando invece degli stralci.

Non avendo la disponibilità del sito istituzionale, mi sono prontamente attrezzato con questo blog.

E di seguito riporto la risposta al Dott. Cimini Direttore del Parco Nazionale della Maiella.

15, dicembre 2009 – Domenico Parente.

 

Considerazioni sulla lettera del Direttore pubblicata sul sito del Parco Nazionale della Maiella.

Mi meraviglio di come un pubblico funzionario, accorto e preparato come Cimini, si possa abbandonare ad accuse personali gravi senza avere documenti ed informazioni fondate, solo perché un sindaco racconta un fatto reale  ad un giornale che gli chiede spiegazioni.

Ancora di più stupisce perché, oltre ad essere preparato ed accorto, il Dott. Cimini fruisce abbondantemente di consulenze legali, dati gli innumerevoli contenziosi che il PNM ha con i cittadini del Parco ed i comuni del Parco (prego il Direttore di informare in merito alla cifra in bilancio sulle spese legali del PNM negli ultimi anni).

Comunque ringrazio il Direttore per la pubblicità professionale, ma voglio informarlo che non mi sono mai occupato di eolico e tantomeno ho interessi professionali nell’eolico di Palena!

In quanto alle speculazioni edilizie, mi chiedo innanzitutto cosa centrino con le pale eoliche realizzate dal consorzio di bonifica quando io ero solo un laureando, in una zona posta a 10 km di distanza. Il Direttore inoltre, con i suoi potenti mezzi, saprà verificare che negli ultimi 40 anni e tantomeno negli ultimi 5 (in cui io sono Sindaco di Palena), non ci sono state compravendite speculative in quell’area, né sull’intero territorio di Palena da parte mia o della mia famiglia. Tuttavia ammetto che nell’area indicata dal Direttore del Parco (dietro al Convento di Sant’Antonio per essere ancora più precisi) probabilmente erediterò un migliaio di metri quadrati di terreno, che potrebbero essere edificabili (come potrebbero diventare edificabili circa 55.000 metri quadrati di terreni di quella zona … quante cose sa il Direttore di Palena!!!!). Ma ritengo necessario, per amore di precisione, informare il Direttore che detto terreno è frutto del lavoro di mio padre e di mia madre che hanno dedicato a Palena tutta la vita. Come hanno dedicato a Palena la loro vita i miei nonni e bisnonni che avevano l’hobby “buttare il sangue” dalla mattina alla sera e comprare terreni agricoli per poter dare da mangiare ai propri numerosi figli. Gli stessi terreni, dedicati all’agricoltura di montagna che il PNM dovrebbe incentivare all’utilizzo, e che invece ci costringe definitivamente ad abbandonare perpetrando una sorta di persecuzione contro “l’uomo montano” razza già da se in repentina estinzione. Quei genitori, quei nonni, quei bisnonni, come tutte le genti di montagna, hanno fatto scolare litri e litri di sudore su quei terreni e litri di sangue sgorgante dalle ferite stracciate dai rovi che hanno pazientemente scarpito con le nude mani nei secoli. Ed io, se riesco a ridere sulle accuse nei miei confronti, non accetto l’irriverenza verso un popolo di eroi, da parte di chi non ha mai accettato il confronto con le esigenze di questa gente. Perché il Direttore deve sapere, ed anche tutto il suo staff, citando altresì uno dei nostri, che qui “devi spaccare la scorza delle querce con un pugno – tanto è la forza per poterci vivere”.

Invece ad accentuare il distacco o forse il “fastidio” come sottolinea Primadanoi.it, il Direttore ha trasferito la sede del Parco da Campo  di Giove a Sulmona. Utilizzando con tutta probabilità i soldi che il Ministero riservava ai comuni del Parco, anche se noi non sentivamo l’esigenza di una comoda sede a Sulmona.

Mi meraviglia inoltre l’interessamento del Direttore alle elezioni comunali di Palena ed auspico, considerato, che le sue dichiarazioni più che di natura tecnica sono esclusivamente politiche, che si candidi a Sindaco di Palena, e che poi provi a cimentarsi nel costruire e tutelare il futuro delle comunità montante, piuttosto che vessarle come ha fatto in questi anni (posso produrre ampia documentazione di tutti i dinieghi opposti a richieste di singoli cittadini ed amministrazione comunale, anzi invito il Direttore ad un confronto su tali argomenti).

Ad ogni modo, seppure mi viene da ridere, vorrei invitare il Direttore, a non tirarsi indietro e precisare meglio la frase che riporto sotto nel virgolettato, e spiegandogli che io non ho diffamato nessuno in quanto i fatti raccontati sono documentati (vedi allegato) ed informandolo che invece ho omesso, per non incorrere in tale equivoco, il trattamento riservato ad entrambe le ditte implicate, dai vertici del PNM, che in quanto a disponibilità, comprensione e gentilezza devono, ahimè, fare molte lezioni dal Prof. Brunetta (credo che sia convinzione anche del Giornale, o no?).

“Non interessa sapere se chi offende, diffama ed accusa ha interesse professionale nel campo delle energie rinnovabili, delle progettazioni edilizie, né, tantomeno, se ha consistenti proprietà terriere nell’area immediatamente a monte della lottizzazione di Sant’Antonio. E si comprende. Le elezioni a Palena sono alle porte e la pubblicità sull’eolico deve rendere bene se la pagina in cui è ospitato l’articolo è tappezzata di annunci pubblicitari sull’eolico.”

Precisi il Direttore e non abbia timore di farlo!!!

In quanto agli altri scempi ambientali denunciati dal Direttore, non saprei che dire in merito alla galleria di captazione delle acque, che risale alla preistoria dei lavori pubblici della Regione Abruzzo, ma che mi pare doveva portare acqua potabile nelle case dei cittadini, magari anche a casa del Direttore.

Parlando invece di impianto di riciclaggio, ricordo al Direttore Cimini che lo “squallido e deprimente biglietto da visita” che si ammira arrivando da Pescocostanzo a Palena, non è altro che l’impianto di betonaggio che un certo direttore del PNM volle spostare dalla Stazione di Palena a Palena. Quel tale Direttore all’epoca (oltre 10 anni fa) autorizzò ed incentivò lo spostamento (se ha carte che mi smentiscono me le mandi). L’impianto di riciclaggio è ben nascosto dietro quello di betonaggio!

Mi sembra però che all’epoca non ci fosse un diverso Direttore al PNM (o forse era in malattia anche in quel periodo?). E dove era il Direttore quando l’impianto si realizzava? Non si accorgeva dello scempio di cui lui parla? Non ha visionato i progetti che normalmente esamina approfonditamente per negare le autorizzazioni o formulare prescrizioni impraticabili? Non è mai passato a Palena durante i lavori? Non ha pensato che quando si realizzano le “opere dell’uomo” si può anche realizzarle preservando gli impatti visivi, e che forse è questo il ruolo del Parco?

Mentre la mia amministrazione, che il Direttore ritiene speculatrice ed interessata …., in carica dal 2005, dopo pochi mesi e presa visione della documentazione progettuale inequivocabile, attenendosi alla sostanza delle cose e non a pregiudizi, ha denunciato alla Regione la presenza di un acquedotto sotto l’impianto di riciclaggio. Tale segnalazione ha portato la Regione a sospendere più volte l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto di riciclaggio ed ha ridato forza al ricorso presentato dalla precedente amministrazione comunale di Palena, contro l’impianto, che pure quindi NON era rimasta “colpevolmente defilata”.

Il PNM invece in una totale confusione di atteggiamenti, prima autorizza la realizzazione di un impianto di betonaggio in zona 2 del Parco, a 40 metri dal fiume Aventino, e poi si esprime negativamente sulla realizzazione dell’impianto di riciclaggio degli inerti, che a tutto ragionare non poteva che essere la logica conseguenza della prima autorizzazione. Il tutto culmina in un ricorso al TAR dove il PNM asserisce di non essere stato correttamente coinvolto nel procedimento. Tesi debole e puntualmente smentita dal TAR Abruzzo che, con sentenza ND 690/2006, rigetta il ricorso e condanna il PNM alle spese.

Ometto commenti in merito alle altre accuse, che offendono una intera generazione di politici di qualsiasi colore e che si sono impegnati a portare benessere nei nostri territori.

Infine ed in merito alla questione delle pale eoliche di Palena, certamente ho usato parole pesanti che la giornalista ha riportato alla lettera. Parole che forse non si addicono ad un Sindaco. Ma si sa che quando si parla si usano “iperboli” per farsi comprendere e spesso la foga e la rabbia, che nasce dalla convinzione di aver subito soprusi, porta ad articolare le frasi in modo che queste si compongano in maniera anche offensiva.

Pertanto preciso, come ho fatto prontamente con il giornale che non era mia intenzione offendere nessuno, e che i “disturbi dissociativi” (uso parole più ragionate!) si riferivano non alle persone specifiche ma ai provvedimenti legislativi, che aggiungo sono scritti da persone che “non hanno esperienza” di territori montani. Non si capisce infatti come sia possibile che esista una legge fondante della protezione dell’ambiente e che prevede la produzione di energia eolica per lo sviluppo delle zone montane, ed una legge che prevede il divieto di realizzare impianti eolici nelle aree montane, quali sono la quasi totalità delle Zone a Protezione Speciale.

In definitiva, ed aggiungendo ancora le mie scuse a chi si è sentito personalmente offeso dalle mie parole, di scurrile rimane solo la cruda verità di un fatto accaduto oltre 3 anni fa, venuto fuori dalla pura curiosità di una giornalista, che facendo il suo lavoro onestamente, ha pensato di chiedere spiegazioni al Sindaco di Palena.

La valutazione di merito vorrei che i lettori del giornale la facessero leggendo il documento di diniego rilasciato dal Parco e che chiedo pertanto venga pubblicato integralmente.

Ancora, sarebbe il caso che il Direttore spiegasse a tutti il contenuto del provvedimento di diniego del PNM perché, e mi scuso ancora dei miei limiti (“degrado culturale e morale …”), sembra che il provvedimento parli di un impianto eolico da realizzare e non della installazione di un anemometro finalizzata all’eventuale ripristino o sostituzione di un impianto esistente, quando quest’anemometro avesse rilevato dati di vento compatibili.

Pertanto ricordo ancora ai lettori che le pale eoliche a Palena già c’erano. Ricordo ai lettori che la ditta Enermol (società di scopo, inattiva in quanto tutte le società di scopo si attivano nel momento in cui possono operare con gli investimenti) commissionò alla Jonica Impianti di Taranto (società di solida tradizione nel settore dell’eolico – chiedo al Direttore di smentirmi sulla base di pronte visure camerali e bilanci), l’installazione di un anemometro (un palo di 50 m – rettifico precedente affermazione telefonica – sorretto da 4 tiranti).

Ed ancora la mia scarsa cultura (“degrado culturale e morale …”) mi induce ad intravvedere un piccolo eccesso di potere, se qualcuno chiede di installare un misuratore di vento e se l’autorizzazione gli viene negata sulla base del fatto che tanto poi non sarà autorizzato ad installare un nuovo impianto eolico. Anche perché l’impianto già c’è! E l’obiettivo era quello di riattivarlo con eventuale sostituzione delle cinque pale con tre pale più potenti.

Un altro elemento che non comprendo è questo: come mai il Direttore nell’ottobre 2008 ha ceduto alle istanze del Comune di Palena che chiedeva di poter proseguire nella produzione di energia elettrica nella zona in questione, salvo il rispetto delle norme in materia di eolico che vietano la realizzazione di impianti nelle zone a protezione speciale (come le aree parco), ed oggi si dichiara ultimo Don Chisciotte e salvatore della Natura? Forse ci voleva prendere in giro?

Mi chiedo infine per tornare, alle dissociazioni di cui sopra, è mai possibile che in Italia tutto debba essere lasciato alla interpretazione ed alla discrezionalità dei pubblici funzionari e dei tribunali?

Non è che il vero degrado, non è la rabbia di un sindaco che cerca di difendere la sua comunità da imposizioni che accelerano la scomparsa delle civiltà montane, ma è l’incapacità di rendere chiare le norme, compresi i provvedimenti dirigenziali? Non sarebbe opportuno che i provvedimenti si basassero sulle leggi vigenti, senza mistificazioni asservite al puro obiettivo di filosofia personale (“deantropizzare” – de + ànthropos, uomo)?

Ma non sarà che il Direttore vuole “intorbidire l’acqua” perché sente il fiato sul collo dei sindaci che bocciano all’unanimità il suo Piano del Parco, attaccando personalmente chi stringe di più la presa?

Cordiali saluti, Domenico Parente.

Palena, 12-12-2009.

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