PICCOLI COMUNI ed ENERGIE RINNOVABILI

PICCOLI COMUNI ed ENERGIE RINNOVABILI

1. Premessa
Il federalismo fiscale impone ad ogni ente locale di incrementare le entrate dirette per mantenere il livello di servizi in favore dei cittadini. Mentre per i comuni grandi le possibilità sono varie e possono provvedere mediante la leva delle imposte locali, i piccoli comuni non hanno le stesse possibilità con conseguente discriminazione per i loro cittadini.
Spesso però i piccoli comuni dispongono di ampi territori sotto utilizzati, in quanto a differenza dei grandi comuni hanno preservato (volontariamente o involontariamente) il proprio territorio.
In sostanza mentre i comuni grandi hanno “consumato” il territorio ed oggi gli insediamenti che hanno contribuito a questo “consumo” sono diventati fonte di risorse, questo non è accaduto ai piccoli comuni. Oggi è arrivato il momento in cui la legislazione statale e regionale deve garantire il pari diritto di usare il territorio (con le dovute accortezze) per garantire parità di diritti ai propri cittadini.
Detto utilizzo può passare per tante iniziative, di certo la meno impattante e quella che determina una maggiore preservazione delle risorse ambientali, secondo i principi della sostenibilità, è la produzione di energia per mezzo di fonti energetiche alternative (eolico, fotovoltaico, idroelettrico, biomassa ecc).

2. Le misure in ambito regionale per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
La Regione Abruzzo ha adeguato la sua normativa alla normativa nazionale, con l’intento di favorire al meglio le iniziative legate alle energie rinnovabili.
Tuttavia persistono notevoli difficoltà e lungaggini negli iter autorizzativi degli impianti di produzione di energia rinnovabile, in specie per l’eolico e l’idroelettrico. Difficoltà si riscontrano anche nel fotovoltaico anche se meno marcate quando la potenza è inferiore a 1 MW (un megawatt= 1000kW).
La necessità di garantire parità di diritti alle piccole comunità ed ai loro cittadini, deve condurre la Regione ad adottare disposizioni che agevolino i comuni fino a 5.000 abitanti, facilitando e dando priorità agli iter autorizzativi dove il promotore sia il comune.
Uno degli ostacoli principali all’autorizzazione degli impianti è la Valutazione di Impatto Ambientale, la Regione deve con specifici provvedimenti agevolare le iniziative comunali, sia con un occhio di riguardo per i tempi, sia attivando una sorta di servizio di assistenza per i comuni fino a 5.000 abitanti, che consenta di redigere velocemente ed efficacemente i progetti degli interventi. In tal modo i progetti dei piccoli comuni arriverebbero al Comitato VIA forti di un’istruttoria preventiva e con soluzioni condivise.

3. Misure in ambito nazionale.
La Regione di si deve fare portavoce a livello nazionale delle istanze dei piccoli comuni, e la Regione Abruzzo in questo senso, data la conformazione del territorio, ha un dovere ancora maggiore.
Le semplificazioni introdotte per impianti fotovoltaici al di sotto di 1 MW (un megawatt) dovrebbero essere introdotte per le iniziative comunali con tetti di potenza superiori:
- 3 MW per impianti fotovoltaici;
- 10 MW per impianti eolici;
- 1MW per impianti idroelettrici;
- 3 MW per impianti a biomassa.
Quanto agli impianti fotovoltaici la Regione si deve fare promotrice verso il Governo per eliminare le limitazioni poste dal D.lgs 28/2011 riguardo alle superfici agricole ed i limiti di distanza tra impianti, quando il Responsabile dell’Impianto sia un comune con popolazione fino a 5.000 abitanti:
- eliminare il vincolo di utilizzo del 10% massimo di superficie agricola;
- eliminare il vincolo della distanza minima di 2 km tra impianti comunali.

Quanto alle biomasse, si dovranno introdurre semplificazioni all’approvvigionamento di materiale legnoso, da prelevare in Zone a Protezione Speciale. In particolare si dovranno individuare aree ben precise da adibire a zone di prelievo di materiale legnoso da destinare alla produzione di energia sia termica che elettrica. In tali aree, che dovranno essere proporzionate al patrimonio in dotazione del comune (con un minimo del 30-40% delle aree forestali), fermo restando il principio di sostenibilità e di mantenimento della dotazione attuale dell’area forestale, non dovranno essere posti limiti e vincoli al prelievo di materiale legnoso, e limiti e vincoli alle modalità di prelievo, che condizionino l’economicità dei prelievi stessi.

Di fondamentale importanza sarà ripristinare ed estendere a tutte le fonti rinnovabili, l’agevolazione concessa dalla finanziaria 2007 agli impianti fotovoltaici di iniziativa comunale.
Si dovrà introdurre un meccanismo premiale per tutte le fonti rinnovabili, dove l’incentivo è maggiorato del 20-30% quando il responsabile dell’impianto sia un comune con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
Importante sarà altresì la possibilità di derogare dai vincoli di bilancio, quali la capacità di indebitamento, per iniziative comunali di produzione di energia rinnovabile, istituendo invece uno specifico filone di finanziamento, presso la CDPP, per finanziare tali iniziative.

DP

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